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Le diverse applicazioni delle resistenze elettriche

Il riscaldamento di acqua risiede nelle resistenze elettriche che, in dimensioni differenti, assicurano un flusso termico adeguato

Le esigenze delle utenze sono ormai diventate smisurate, a tal punto da portare le aziende a sviluppare interi reparti di ricerca e sviluppo in grado di seguire le logiche di mercato e soddisfare la clientela.
Anche nel mondo della raccorderia idraulica questa tendenza si è fatta sentire, non solo nel settore prettamente terziario di vendita al dettaglio, ma anche nell’industria primaria e secondaria dove le materie prime vengono lavorate per ottenere componenti utilizzabili ad esempio all’interno di scaldabagni e bollitori come le resistenze elettriche.
Esse sono costituite in Rame, un metallo che presenta una caratteristica essenziale per lo scopo alla quale le resistenze elettriche sono sottoposte. Infatti il rame ha un ottima resistenza alla corrosione, che lo rende perfetto per lo scopo al quale è destinato.
Infatti le resistenze elettriche devono resistere alla corrosione in ambienti con condizioni particolari come temperature prossime o superiori ai 100 gradi centigradi e pressioni superiori a quella ambiente. Il rame quindi fa si che si si crei uno strato protettivo che protegge la resistenza elettrica.
Le resistenze, inoltre, lavorano ad un voltaggio che in genere è di 220 V monofase e, in alcuni casi, possono essere disposti modelli che vanno da 110 fino a 240 Volt.  Inoltre, sono disponibili resistenze elettriche che richiedono potenze che vanno da 1000 a 3000 Watt, a seconda delle esigenze produttive necessarie.
 

19/06/2013


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